Drops of Italy: Subiaco

Un’altra tappa fondamentale del cammino di San Benedetto (ne avevo già parlato qui) è certamente Subiaco.

Piccola città in Provincia di Roma, Subiaco è intrisa di spiritualità e di luoghi di grande interesse: in primo luogo, l’Abazia di Santa Scolastica e il Monastero di San Benedetto, o Sacro Speco, luoghi benedettini. Poi anche la villa di Nerone (scandalosamente lasciata in rovina, alla maniera italica) e la rocca dei Borgia.

Inoltre, poiché Subiaco è posta sugli appennini dell’Italia centrale, offre anche numerosi scorci paesaggistici davvero interessanti, che donano pace e tranquillità all’osservatore, magari durante una pausa lungo un sentiero in mezzo ai boschi.

Personalmente, mi ha colpito enormemente il Sacro Speco: la struttura sembra aggrapparsi alla roccia, abbracciandola con vigore, per evitare di crollare nella valle sottostante. Il colpo d’occhio è magnifico, mozzafiato. L’interno non è certo da meno. Meravigliosi affreschi decorano interamente la chiesa e la cripta sottostante e il silenzio che avvolge questo luogo induce alla meditazione e alla concentrazione.

Another important place along the San Benedetto trail  (I wrote about it here) is Subiaco.

Subiaco is a little town in Rome’s province and it is full of spirituality and offers several beautiful places: first of all, The Santa Scolastica Abey and San Benedetto Monastery, called Sacro Speco. Also, Nerone’s Villa (unfortunately in ruins, in perfect italian way) and the Borgia’s Rock.

Subiaco is on the central Appennini mountains, so it’s possible to have beautiful views, giving peace and quiet to the observer, when he is resting during a walk along trails inside Woods.

Personally, I liked especially the Sacro Speco: the building is clinging the rock, forcely, to avoid to fall down the valley. The view is marvellous, breathtaking. Inside is wonderful too. Incredible frescoes decorates the churc and thr crypt below and the silence fills the space inducing to meditation and concentration.

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…must a man walk down…

Camminare, respirare, faticare, giungere. Vivere.

L’esperienza dell’anno scorso è stata illuminante. Come ho accennato brevemente qui, dal 27 al 31 luglio 2013 ho camminato da San Severino Marche ad Assisi, accompagnando il mio amico Simone che doveva controllare la percorribilità del percorso individuato sulle mappe. Solo quattro giorni, certo, ma sorprendenti, per diversi aspetti.

Prima di tutto, non avevo mai percorso un trekking su più giorni. E questa è la vera scoperta:il sudore, il caldo opprimente, la fatica, tutto, e anche di più, completamente ripagato dalla soddisfazione finale dell’arrivare. Ma anche la possibilità di godersi ogni veduta, ogni panorama che varia, passo dopo passo, curva dopo curva, lontano dal traffico, dal rumore di tutti i giorni, immersi nella natura.

Poi la scoperta di questa Italia “minore”, come la chiama Simone, non perché sia meno bella di quella compresa nei grandi itinerari turistici, ma soltanto perché è essenzialmente sconosciuta. E molto ingiustamente, perché lasciano senza fiato i paesaggi appenninici, gli infiniti borghi arroccati, i laghi cristallini, i rii e i fossi sempre pieni d’acqua.

Quest’anno si è ripresentata l’occasione di seguire Simone, ma lungo l’altro itinerario, “Il cammino di San Benedetto” (se siete curiosi, andate a vedere qui).

L’ho raggiunto a Leonessa (RI), pittoresco borgo che domina l’omonimo altopiano (in quanti la conoscono? Eppure è una meraviglia!), e di lì l’ho accompagnato attraverso il Lazio, fino a Montecassino. Lo ammetto, stavolta si è camminato ben poco: eravamo in auto. E’ che Simone aveva bisogno di qualcuno che portasse i bagagli e l’attrezzatura varia al termine della tappa mentre lui se la percorreva a piedi o in bici, in modo da effettuare manutenzione e segnare i punti in cui fosse necessario montare segnaletica. Però così ho approfittato per fare fotografie, potendo, questa volta, portarmi dietro la reflex e tutta l’attrezzatura…e mi sono divertito. Non sapete quanto.

Se siete curiosi, e magari le foto sotto vi stuzzicheranno, andate a vedere il link sopra. E, se potete, seguite il mio consiglio: partite.

How many roads…

Succede, un paio di anni fa, che la mia allora morosa decise di studiare teologia.

Lei è religiosa. Le interessava approfondire, e non è facile farlo da soli, c’è bisogno di qualcuno che ti guidi. Sì, insomma, non è che la Bibbia sia il classico libro che si possa leggere in spensieratezza.

E così si è iscritta. E ha conosciuto qualche compagno di corso.

E’ qui il punto, conobbe Simone. Circa 40 anni molto ben portati, molto devoto, persona simpatica e interessante.

Finisce che lo conosco anche io, una sera, in cui presentava un libro che aveva scritto: “Il cammino di San Benedetto”. Lo presentava a Maranello, che è anche il suo paese di residenza da sempre.

Il Cammino di San Benedetto è una guida; consente a chi lo possiede (e lo legge, possibilmente) di camminare sulle orme di San Benedetto da Norcia, in Umbria, a Montecassino, in Ciociaria, basso Lazio. 300 Km circa in 16 tappe, attraverso zone meravigliose. Ma veramente meravigliose, non so se le conoscete; io le ho intraviste quest’estate, proprio con Simone. Sono rimasto stupefatto, per la bellezza degli ambienti naturali, per quanto sono caratteristici i paesini arroccati sugli appennini, per quanto sono succulente le specialità eno-gastronomiche.

Poi Simone ne ha scritto un altro, di libro. Un’altra guida, “Italia Coast to Coast”. Come si capisce dal titolo, si tratta di un cammino che porta da una costa (quella orientale, sull’Adriatico) all’altra (sul Tirreno) d’Italia. Stavolta i Km sono circa 340, per 18 tappe previste.

Quando ho conosciuto Simone stava scrivendo questo libro. Ed è stupefacente come fa: partendo dalle mappe, traccia un possibile itinerario, tenendo conto della lunghezza delle tappe, che non deve essere eccessiva; della bellezza dei posti, cercando di toccare i più significativi della zona; dei dislivelli, che non devono uccidere il pellegrino; e cercando di evitare l’asfalto, che non piace a chi cammina. Poi va a verificare personalmente l’itinerario ideato. Bisogna controllare che i sentieri presenti in mappa esistano ancora, che siano aperti, ecc.. insomma, che sia praticabile.

Andai con lui a verificare un breve tratto di percorso, da San Severino Marche ad Assisi. Dalle Marche all’Umbria, circa 80 Km in 4 giorni.

Ecco alcune immagini di quella fantastica esperienza. Ma il tema, vi assicuro, merita grande approfondimento.