Expo 2015

In treno, ora, di ritorno da Milano. Giornata passata al cantiere dell’Expo, che aprirà al pubblico il prossimo 1 maggio. 150 nazioni coinvolte, più tutte le aziende private del settore, che per sei mesi esporranno i prodotti che ruotano intorno al tema, il cibo. Edifici che sfoggiano architettura per tutti i gusti, sfruttando ogni sorta di geometria e materiale, ideati dai più blasonati studi del pianeta, capeggiati dai vari archistar. Si dice che, ad oggi, siano otto milioni e mezzo i biglietti venduti. 180 giorni di eventi, manifestazioni, festa, contatti, affari. E poi?  Si smantella (quasi) tutto. Si ripristina lo stato dei luoghi. Chi vedrà capirà il mio: che peccato. Pavimentazioni,  corpi luce, interi edifici, materiali di ogni genere, impianti, e così via. Discarica.

Una foto su tutte, una delle poche scattate con il cellulare  (con il quale scrivo questo post, mentre Lorenzo, nell’Ipod, mi racconta cosa farà quando sarà vecchio, e mentre la frecciabianca tenta di riportarmi a casa in orario ): L’albero della vita, simbolo di Expo. Allo stato di realizzazione di oggi.

Forza ragazzi, che mancano 55 giorni! image