Una volta per tutte!

Scriverne o non scriverne? Ne scrivo.

Politica: Renzi e il suo modo di governare.

Io sono partito renziano. Quando c’è stato da scegliere tra lui e Bersani (e soprattutto tutto quello che rappresentava), ho scelto Renzi. Mi piaceva il piglio, come si poneva verso certi temi, il suo essere in rottura con molti degli schemi che risultavano orami stantii e superati. E poi, visto come avevano gestito i partiti di centrosinistra i personaggi Bersaniani fino ad allora, non si capiva perché avrebbero dovuto far meglio in futuro. Meglio qualcosa di nuovo, qualcosa che davvero rappresentasse la discontinuità.

Il mio problema è che se do fiducia ad uno, poi mi aspetto da lui una coerenza accettabile. Per carità, non totale, che capisco che in politica si debba anche cambiare alcune posizioni di tanto in tanto, ma i principi fondamentali devono assolutamente rimanere coerenti, perché se no vuol dire che mi hai preso in giro quando li hai declamati.

E allora l’inaccettabile comincia con la faccenda di #enricostaisereno. Non puoi oggi dichiarare ai quattro venti che non ti interessa proprio andare a governare, che vuoi rimanere segretario dietro le quinte, e tra una settimana cacciare il tuo primo ministro in carica. Significa che menti. Non c’è spiegazione che regga, vuol dire che sei spasmodicamente ambizioso e sei pronto a rimangiarti le parole appena dette.

Ma veniamo agli ultimi mesi, che poi è il tema centrale del post. Il tema vero è il cosiddetto patto del Nazareno.

Secondo che scrive, il ventennio berlusconiano è stata una vera e propria tragedia per l’Italia. Né più né meno, una tragedia. Non tanto economicamente, quanto culturalmente. Il berlusconismo, che è una forma potenziata del più becero individualismo, si è radicata nel già sofferente animo italico. E ci vorranno generazioni per estirparlo, ammesso che ci si provi e che ci si riesca.

Quindi, è semplicemente inaccettabile fare alcun tipo di accordo con Berlusconi, peraltro fuori dalla politica italiana perché condannato in via definitiva, e quindi nemmeno parlamentare. Ed è inaccettabile non perché immorale (o meglio, non solo per questo) ma perché non può venirne fuori niente (dico NIENTE) di buono. Le idee che il PD mette in campo sui temi fondamentali della politica italiana, a cominciare dalla giustizia, fino alla legge elettorale, devono essere agli antipodi di quelle di Berlusconi. Il fatto che si trovi un accordo sulla legge elettorale, come quello che si è trovato, mi fa immediatamente pensare delle due l’una:

– o la legge contiene qualche aspetto che costituisce un grande vantaggio per Berlusconi;

– o per contropartita Berlusconi ha chiesto un qualche aiutino nelle sue faccende giudiziarie, come, ad esempio, la manina che si sta cercando di dargli per disapplicare al suo caso la legge Severino sulla ineleggibilità. E questi giochetti devono finire, perché se ne ha avuto abbastanza di porcate in nome di questo o quel risultato per cui, comunque, “ne è valsa la pena”.

E’ un pregiudizio? Oh, sì, altroché. Ma consentitemi di avere il diritto di averne qualcuno verso chi ha fatto sì, tra le altre cose, di far votare il Parlamento che sì, Berlusconi credeva davvero che Ruby fosse la nipote di Mubarak e altre mille amenità simili.

Per cui Renzi e i suoi sostenitori si convincano: finchè le loro proposte passeranno con l’appoggio dell’ex-cavaliere, non potranno mai essere credibili.

Annunci